3 apr 2011

Follia in Egitto: invasione di campo, rissa e gara sospesa


Tunisia-Europa, andata e ritorno. Il racconto dei migranti

Tunisia-Europa, andata e ritorno. Il racconto dei migranti

"La paura ti accompagna per tutto il viaggio" spiega Karim, giovane tunisino, a SkyTG24. Ogni settimana gruppi di persone attendono sulla spiaggia di essere imbarcati. IL VIDEO E LE TESTIMONIANZE


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(in fondo all'articolo tutti i video sull'emergenza sbarchi)

"C'erano onde che mi sembravano alte 10 metri, andavamo su e giù. Ero sicuro di morire. Mi sono detto addio Italia, addio Tunisia. Addio tutto". Karim è un giovane ragazzo tunisino e ai microfoni di SkyTG24 racconta così il suo "viaggio della speranza" dalle coste del Paese nord africano a quelle italiane. Ma di storie come la sua ce ne sono a centinaia.
Le immagini amatoriali (GUARDA IL VIDEO IN ALTO) mostrano come ogni settimana gruppi di persone attendano il loro momento per partire. Vengono caricati su camion e portati in spiaggia. Gli sbarchi avvengono la sera tardi o la mattina presto. "La paura in quei momenti è tanta, e ti accompagna per tutto il viaggio".
Karim ora è tornato a vivere in Tunisia. "In Italia - racconta - non era tutto facile come sembrava".
Ma c'è anche chi cerca fortuna in Francia. "Davanti a me vedo solo porte chiuse - racconta un tunisino fermo a Ventimiglia in attesa di partire per il paese d'Oltralpe - Ho fatto il piazzaiolo in Italia, a Diano Marina e Imperia" e ora riparte da zero, dalla Francia.

Ascolta il racconto.




70 corpi sulle spiagge libiche - A Lampedusa, intanto, dopo le tensioni, riprendono i trasferimenti. I imigranti, infatti, lasciano l'isola per essere ospitati nelle tendopoli allestite in diverse zone di Italia. Livorno, Trapani, Santa Maria Capua a Vetere: questi alcuni dei centri di accoglienza. Domenica 3 aprile, infatti, si dovrebbero concludere le operazioni di svuotamento dell'isola.
Intanto, però, continuano gli sbarchi e sale anche il  bilancio delle vittime dei viaggi della disperazione: secondo padre Joseph Cassar, responsabile del servizio dei Gesuiti per i rifugiati a Malta, sulle spiagge libiche sono stati recuperati circa 70 corpi (GUARDA IL VIDEO).

Tensioni Italia-Tunisia -
E continua anche il dibattito sulla distribuzione dei migranti nelle Regioni italiane e in vista del viaggio del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a Tunisi dopo che il Paese africano ha smentito l'esistenza di accordi con il governo italiano.
L'obiettivo del viaggio del premier, che sarà accompagnato dal ministro dell'Interno Roberto Maroni è "chiudere il rubinetto degli arrivi, bloccare i clandestini, non distribuirli comune per comune", perché "se diamo l'idea che in Italia c'è ancora posto siamo rovinati" ha dichiarato il ministro leghista.

2 apr 2011

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Gli insorti, dopo tre giorni di intensi combattimenti, hanno annunciato la riconquista della città strategica a metà strada tra Bengasi e Sirte. Ma riferiscono anche di un primo caso di fuoco amico che avrebbe causato almeno dieci vittime



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Dopo tre giorni di intensi combattimenti, i ribelli libici hanno annunciato la riconquista di Marsa el-Brega, città strategica situata a metà strada tra Bengasi e Sirte. A lungo le sorti della battaglia sono rimaste incerte, a causa dei continui rovesciamenti di fronte: la ripresa dei raid aerei della coalizione multinazionale sembra aver favorito la vittoria degli insorti.

Anche se finora non ci sono state conferme da parte di fonti indipendenti, numerosi abitanti di Brega contattati telefonicamente sono stati concordi nel riferire che dalla mattinata gli scontri sono sostanzialmente cessati e che l'unico rumore udibile era quello dei motori degli aerei alleati in volo sulla città, senza più esplosioni né boati delle artiglieri pesanti. A detta dei testimoni, i rivoltosi avrebbero ormai riassunto il controllo del centro urbano, e starebbero adesso dando la caccia ai cecchini lealisti, tuttora in grado di colpire.

Fonti giornalistiche presenti sul posto hanno raccontato di aver visto i cadaveri di almeno sette soldati governativi sulla strada che porta al sobborgo di Nuova Brega, alla periferia est della città. Accanto vi erano le carcasse annerite di una decina di veicoli militari distrutti, in mezzo alle quali campeggiava un vasto cratere, largo circa 5 metri e profondo 2, la cui presenza permette di dedurre che si tratti del risultato di un bombardamento alleato notturno.

I ribelli però denunciano anche un primo caso di fuoco amico. Secondo quanto hanno riferito all'Ansa fonti degli insorti, l'attacco della Nato nel tardo pomeriggio del 1 aprile a Marsa el Brega ha colpito quattro veicoli dei ribelli, tra cui un'ambulanza, provocando la morte di 15 persone, tra cui tre infermieri e l'autista del mezzo. Mariad Khalifa, uno dei ribelli, ha detto di aver contribuito, intorno alle 6 del mattino del 2 aprile, a seppellire i cadaveri di 15 persone, tutti appartenenti alle forze degli insorti. Una notizia che la Nato sta verificando."Stiamo verificando questi rapporti, siamo sempre preoccupati da notizie di morti civili, la missione Nato ha il compito di proteggere i civili e le aree civili dalla minaccia di attacchi", ha affermato la portavoce della Nato, Oana Lungescu.

1 apr 2011

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Immigrazione, scontro governo-regioni sulle tendopoli

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Berlusconi parla di "tsunami umano" e avverte: i siti individuati in tutta Italia saranno "soluzioni provvisorie". Chiamparino ritira la disponibilità di Torino. Maroni: "Permessi di soggiorno a chi vuole andare in altri paesi". VIDEO



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Per i centri di accoglienza provvisoria dei migranti sbarcati a Lampedusa saranno pronte in 48 ore 7mila tende da destinare ai siti che saranno scelti nelle varie regioni. E' quanto emerso nel corso della riunione a Palazzo Chigi della cabina di regia sull'emergenza immigrazione, cui ha partecipato anche il premier Berlusconi. Presenti anche i ministri Maroni, La Russa e Fitto, i rappresentanti di Regioni, Province e Comuni e il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli.
Nel corso della riunione, il governo ha individuato i siti per accogliere migranti in ogni regione e ogni Regione potrà indicare un sito alternativo dove allestire le tendopoli.
Al momento, oltre che nella tendopoli di Manduria (Taranto), i migranti di Lampedusa saranno portati in strutture in Piemonte e Toscana, ha spiegato il premier nella conferenza stampa seguita alla riunione.

"Siamo di fronte a uno tsunami umano che può assumere dimensioni importanti: più di 20 mila clandestini hanno raggiunto il nostro Paese- ha detto Berlusconi - la prima soluzione per noi è quella del rimpatrio e poi ci saranno altre soluzioni da discutere con le autonomie locali. Le tendopoli saranno dei luoghi di prima accoglienza, soluzioni provvisorie". Berlusconi ha anche manifestato l'intenzione di allestire delle tendopoli vicino ai confini del Paese e di dare permessi di soggiorno provvisori per chi volesse ricongiungersi con i familiari che si trovano in altri paesi europei.
"E' un modo per fare capire all'Europa che, di fronte al diniego totale di collaborazione, abbiamo uno strumento legislativo per attuare principio di solidarietà. Chi vuole andare in Francia e Germania non possiamo trattenerlo in Italia" ha chiarito il ministro Maroni.

L'Italia, sempre secondo quanto riferito dal premier, punta inoltre ad ottenere il rimpatrio di cento tunisini al giorno. Berlusconi dovrebbe volare lunedì a Tunisi nel tentativo di
convincere il paese nordafricano a rispettare gli impegni assunti per bloccare gli esodi e accogliere i rimpatriati.
Il presidente del Consiglio è tornato anche a lamentare "gli egoismi" degli altri Paesi europei, che avrebbero lasciato sola l'Italia a gestire l'ampio flusso.

La soluzione delle tendopoli non piace però alle Regioni. Le tendopoli, secondo il presidente della Conferenza delle regioni Vasco Errani, rischiano di "ledere i diritti umani degli immigrati e di generare paura tra le popolazioni locali". Secondo Errani bisogna perciò ripartire dall'articolo 20 del testo unico sull'immigrazione che prevede misure straordinarie di accoglienza per eventi eccezionali. Il confronto tra governo e enti locali riprenderà martedì prossimo.

Polemico anche il sindaco di Torino e presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino, che ha annunciato l'intenzione di ritirare la sua disponibilità a mettere a disposizione il sito Arena rock per l'emergenza immigrazione. Da Bruxelles, Chiamparino è rimasto costantemente in contatto con Roma dove era in corso la riunione della 'cabina di regia' e ha saputo del 'nulla di fatto' del rinvio a martedì. Su questo il presidente dell'Anci ha ribadito che, dal governo, Regioni e Comuni attendono chiarezza e soprattutto garanzie sulla temporaneità dei Centri. "Maroni è in malafede", ha attaccato il primo cittadino.

A Lampedusa, intanto il vento forte ha fermato i trasferimenti degli immigrati, mentre la nave Excelsior partita ieri è approdata a Taranto e i profughi sono diretti a Manduria.

Giappone: ecco le immagini del reattore danneggiato

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L’inviato di SkyTG24 è entrato nella zona evacuata per l’allarme radiazioni, a pochi chilometri dalla centrale nucleare di Fukushima, distrutta dal terremoto dell’11 marzo. IL VIDEO



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E’ completamente deserta la zona intorno a Fukushima, la centrale nucleare a 220 km a nord di Tokyo gravemente danneggiata dal terremoto che ha colpito il Giappone l’11 marzo. L’area intorno all’impianto è stata evacuata per l’allarme radiazione che è il problema principale che il governo nipponico si trova ad affrontare dopo il sisma. Il premier Naoto Kan ha ribadito che la situazione a Fukushima “è ancora da stabilizzare. E’ difficile dire quando la crisi potrebbe avere una fine". I tecnici della Tepco, la società che gestisce l’impianto, lavorano senza sosta alla stabilizzazione del sistema di raffreddamento.

31 mar 2011

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Aumentano le pressioni su Tokyo per allargare la zona di evacuazione intorno alla centrale elettrica. Le radiazioni continuano a riversarsi in mare. Intanto Sarkozy in visita al Paese ha sollecitato un vertice sul nucleare per maggio



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Cresce la pressione sul governo giapponese perché venga estesa la zona evacuata intorno alla centrale nucleare danneggiata dal terremoto e lo tsunami dell'11 marzo, mentre esperti dicono che probabilmente le radiazioni continuano a riversarsi nel vicino mare, dove la contaminazione al momento è 4.385 volte il limite di legge.

Le parole del premier giapponese- Contemporaneamente alle pressioni di estensione dell'aerea di evacuazione, il premier giapponese, Naoto Kan, nel corso di un incontro con i vertici del partito Comunista nipponico, ha rassicurato dichiarando ancora che  la centrale nucleare di Fukushima sarà smantellata. Kan ha inoltre fatto sapere che l'incidente in corso ha spinto il Giappone "a rivedere tutta la politica energetica", basata finora sul crescente utilizzo di energia nucleare per contribuire a combattere il riscaldamento globale. "Una volta che l'incidente sarà circoscritto, abbiamo bisogno di valutare il sistema attuale in cui viene lasciata la gestione degli impianti al settore privato", ha aggiunto il premier, secondo cui la "priorità è portare l'impianto in una condizione di sicurezza". L'incidente di Fukushima è stato un intreccio di fattori eccezionali e la sua esperienza "deve essere condivisa con la comunità internazionale".

Iodio radioattivo- Intanto lo iodio radioattivo nelle acque marine appena fuori dalla centrale nucleare di Fukushima è sempre più alto. Il governo giapponese, ha fatto sapere, di non avere piani immediati per ampliare l'area di evacuazione intorno alla centrale di Fukushima, dopo che l'Aiea ha registrato livelli di radiazioni oltre i limiti a Iitate, a 40 km dall'impianto nucleare. Lo ha detto il capo di gabinetto, Yukio Edano. I dati sul rialzo della radioattività, presi a circa 300 metri dalla costa, rafforzano l'ipotesi di materiale tossico che continua a riversarsi in mare. La Tepco, il gestore della centrale di Fukushima, alle prese con la difficoltà di raccolta dell'acqua radioattiva intorno a reattori ed edifici delle turbine, ha dovuto sospendere i piani sulla dispersione di resina sintetica nella zona vicino ai reattori n.4 e n.6 a causa del maltempo. L'utility aveva intenzione di spargere resina solubile in acqua sulla superficie del terreno per circa due settimane, a partire dal 31 marzo, come test per provare a trattenere la polvere radioattiva ed evitare la sua dispersione nell'aria.

Aiuti internazionali- Nel frattempo il Giappone sta ricevendo aiuti anche dall'estero in quello che per il Paese è il momento più buio dopo la Seconda guerra mondiale: il presidente francese Nicolas Sarkozy è arrivato a Tokyo nella prima visita di un leader straniero dall'inizio della crisi. Al suo arrivo, ha sollecitato per maggio un vertice delle agenzie per il nucleare dei Paesi membri del G20 per fissare nuovi standard mondiali.

Intanto, una squadra di 140 militari Usa, specializzata nel controllo delle radiazioni, sarà presto in Giappone negli sforzi per fronteggiare l'emergenza scaturita dalla centrale nucleare di Fukushima. Lo ha riferito il Ministero della Difesa nipponico, in merito al sostegno internazionale raccolto per portare i reattori dell' impianto sotto controllo dopo i danni causati dal sisma/tsunami dell'11 marzo.

I bilanci del sisma -  Il sisma e lo tsunami che hanno colpito la centrale di Fukushima Daiichi hanno provocato 27.500 tra morti e dispersi oltre a pesanti danni alla terza economia mondiale. I primi dati sulle conseguenze della tragedia dell'11 marzo mostrano che il settore industriale ha registrato questo mese un calo record dopo che le aziende hanno chiuso i battenti e il sistema di forniture non lavora più a pieno regime, soprattutto nel settore automobilistico e tecnologico. I danni sono stati quantificati in circa 300 miliardi di dollari e una banca di Wall Street ha spiegato che le richieste di risarcimento legate al disastro nucleare potrebbero superare i 130 miliardi.