26 feb 2011

Calma apparente a Tripoli

Calma apparente a Tripoli

Gheddafi è assediato, anche la città di Tobruk è in mano ai ribelli. Il ministro la Russa annuncia: sospeso il trattato di amicizia. L'Onu prepara le sanzioni e il Times denuncia: il Colonnello nasconde a Londra 3miliardi di sterline

26 febbraio, 2011

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La situazione a Tripoli è relativamente calma dopo i violenti scontri che hanno avuto luogo nel venerdì di preghiera e il rabbioso discorso di Gheddafi. Il Colonnello è sotto assedio, rivelano più voci. "Sembra che effettivamente Gheddafi non controlli più la situazione in Libia", ha commentato Berlusconi. "Se tutti siamo d'accordo possiamo mettere fine la bagno di sangue e sostenere il popolo libico", ha aggiunto il premier.
Il presidente della Comunità araba in Italia (Co-mai), Foad Aodi, che è in costante contatto da Roma con alcuni testimoni in Libia, ritiene che Gheddafi controlli solo Bab el Azizia, il quartiere dove si trova la sua roccaforte, dove è asserragliato". Nei pressi del quartiere in queste ore si sente ancora qualche sparo", ha detto.

Anche Tobruk nella mani dei ribelli -
Secondo quanto riferito dalla tv satellitare Al Arabiya, inoltre, anche gli ufficiali della base aerea militare libica Gamal Abdel Nasser, che si trova 16 chilometri a sud di Tobruk, nel nord-est del paese, sono passati dalla parte dei rivoltosi. La base aerea ospita 60 caccia Mirage F1 dell'aviazione libica. Prima del 1970 era nota come base 'El-Adem' dell'aeronautica militare libica.
Resta comunque difficile prevedere gli sviluppi nel Paese.

Attesa per le sanzioni - Intanto, il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha raggiunto un accordo sulle prime sanzioni contro la Libia, che verranno varate in giornata mentre il presidente Usa Barack Obama ha già firmato l'ordine esecutivo per il congelamento dei beni della famiglia Gheddafi. Il 25 febbraio, tuttavia, Seif al Islam, il figlio 'riformista' del leader libico, aveva parlato di un possibile accordo con i ribelli.

La Russa: il trattato di amicizia è di fatto sospeso - "Di fatto il trattato" di amicizia tra Italia e Libia "non cè più, è inoperante, è sospeso". Così il ministro della Difesa Ignazio La Russa prende posizione alla luce della nuova emergenza immigrati che provenienti anche dalla Libia arrivano sulle coste italiane. (Leggi cosa prevede il trattato)
"Per esempio - ha spiegato il ministro - gli uomini della Guardia di finanza che erano sulle motovedette per fare da controllo a quel che facevano i libici, sono nella nostra ambasciata". "La conseguenza di questo fatto - ha sottolineato La Russa- è che noi pensiamo, consideriamo probabile, che siano moltissimi gli extracomunitari che possano via Libia arrivare in Italia, molto più di quanto avveniva prima del trattato". (ASCOLTA LE PAROLE DEL MINISTRO)

I profughi egiziani e tunisini fuggono dalla Libia - In questi giorni, inoltre, sono migliaia i profughi egiziani, libici, indiani e tunisini che scappano dalle milizie di Gheddafi e, in un flusso continuo, superano la frontiera con la Tunisia a Ras Jedir. Si tratta di principalmente di uomini, lavoratori in Libia che a casa (in Egitto o in Tunisia) avevano lasciato la famiglia. Adesso tornano a raggiungerla, ma hanno però perso tutto.
Portano con loro le poche cose che sono riusciti a portare via nella fuga, e tutti tengono stretta la loro coperta. A volte pesante e ingombrante, è però l'unica cosa che ognuno ha davvero ritenuto necessario portare con sé nel timore, ma anche nella previsione, di dover passare ore e ore all'addiaccio prima di arrivare a casa.

Gheddafi nasconde a Londra 3miliardi di sterline - Il leader libico Muammar Gheddafi sarebbe riuscito a nascondere la scorsa settimana 3 miliardi di sterline presso un fondo di investimenti privati a Mayfair in uno sforzo in extremis di difendere gli assett di famiglia. Lo scrive il Times.
L'affare sarebbe stato negoziato per conto del colonnello da un intermediario basato in Svizzera che aveva in precedenza avvicinato una nota casa di investimenti della City con l'obiettivo di depositare li' i fondi ma era stato bloccato una volta scoperta l'origine dell'affare.
"Dissi di no perché non mi piace trattare con tiranni assassini con le mani macchiate di sangue", ha detto la fonte del quotidiano britannico.
I depositi a Mayfair confermano che Gheddafi starebbe segretamente occultando la sua fortuna, mentre le Nazioni Unite e la Ue si preparano a mettere i suoi beni sotto sequestro.
Il tesoro britannico ha sguinzagliato da ieri i suoi segugi per identificare i capitali libici nascosti in Gran Bretagna che dovrebbero arrivare a miliardi di sterline in conti bancari oltre a una villa a Hampstead valutata 10 milioni di sterline.

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