24 feb 2011

Gheddafi: "La rivolta è una farsa cui bisogna porre fine"

Gheddafi: "La rivolta è una farsa cui bisogna porre fine"

Il Colonnello, asserragliato a Tripoli, parla alla tv di Stato: "Bin Laden distribuisce droga alla popolazione". Offensiva militare a Zawia: al Arabiya parla di centinaia di morti. Ue: intervento militare per scopi umanitari. LO SPECIALE

24 febbraio, 2011

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La rivolta in Libia "è una farsa a cui dovremmo porre fine, una farsa portata avanti dai giovani" che "vengono manipolati anche attraverso l'uso di droghe". Lo ha detto il leader libico Muammar Gheddafi, che è tornato a parlare alla popolazione in collegamento telefonico con la tv libica. "Non dobbiamo permettere che distruggano il nostro Paese" ha affermato il Colonnello, che punta il dito contro bin Laden, colpevole a suo dire, di distribuire droga tra i ragazzi e incitarli alla rivolta.

La Libia, intanto, è nel caos. La protesta non si arresta e si estende ora verso ovest, con alcune città come Zuara controllate dai "comitati popolari" anti-governo, mentre si preparerebbe un attacco in forze contro Tripoli, ultimo vero bastione del regime dove si trova Gheddafi. Il colonnello è infatti asserragliato in un bunker nei pressi della capitale, e i suoi ex collaboratori si dicono convinti deciderà di "morire come Hitler", suicidandosi, piuttosto che cedere.
L'Unione europea, intanto, annuncia di tenersi pronta per un intervento militare per fronteggiare l'emergenza umanitaria che si sta configurando nel Paese. Questo è quanto si apprende da fonti comunitarie, che parlano di "ipotesi allo studio" e di tema "delicato e complesso". L'Unione europea dispone di unità militari chiamate "battle groups" all'interno dello "staff militare dell'Unione europeo" che, istituito dal trattato di Nizza del 2000, in questi 10 anni ha già gestito missioni internazionali in Bosnia, Macedonia e Congo.

Bombe su Zawia: è un massacro - Stamani, forse proprio per 'tagliare le linee' dei rivoltosi, l'esercito ha lanciato un'offensiva a Zawia, città a ovest di Tripoli. "Un massacro", ha riferito un ex militare alla tv Al Arabiya. Altri testimoni hanno detto all'emittente che i morti sono centinaia. "Stanno ammazzando le persone che erano in piazza da giorni, armate con solo qualche fucile, stanno ammazzando anche i medici venuti in soccorso", racconta un altro uomo. Almeno 20 persone, probabilmente militari sarebbero state uccise, "perché si sono rifiutate di sparare sulla folla". Questo quanto riferisce la tv araba mostrando le immagini di un posto di polizia nella città dato alle fiamme. Altri testimoni, inoltre, hanno riferito che le milizie del regime hanno bombardato una moschea nella quale era radunato un gruppo di rivoltosi che chiedeva la fine di Gheddafi.
A quanto si apprende l'attacco sarebbe stato condotto dalle brigate dell'esercito libico, fedeli a Gheddafi, composte in buona parte dai mercenari provenienti dai paesi africani.

Un'altra offensiva ha invece avuti luogo a Misurata, presa ieri dai dimostranti: anche in questo caso ci sarebbero numerose vittime.

Repressione nella capitale - Le notizie che arrivano dalla Libia riferiscono anche di stupri e violenze. A seminare il terrore tra la gente sarebbero le 'squadre della morte': uomini assoldati dagli stessi militari, su ordine del governo, che girano in strada con caschi e vestiti gialli. "Hanno il compito di reprimere le proteste e lo fanno entrando nelle abitazioni, dove seminano il panico, picchiano gli uomini e violentano le donne", dice il presidente della Comunità del Mondo Arabo in Italia (Comai) Foad Aodi.

Gheddafi arruola mercenari per difendere Tripoli - Il fronte della protesta si allarga e con esso anche la repressione. Diverse città, infatti, sarebbero a rischio attacchi in queste ore. Tra tutte Tajoura, sempre nei perssi della capitale: "Si teme un genocidio", dicono diversi osservatori, dopo che nelle ore scorse si era parlato di circa diecimila vittime. In queste ore, il regime non sembra comunque cedere. Il leader libico Muammar Gheddafi sta infatti raccogliendo truppe a Tripoli per difendere la città dai rivoltosi.
Secondo il New York Times migliaia di mercenari e brigate speciali di polizia, guidate dai figli del colonnello, starebbero arrivando nella capitale libica e si stanno ammassando nelle vie. Intanto i rivoltosi si preparano alla loro prima dimostrazione nella capitale: un messaggio circola sui telefonici riguardo a una mega protesta per domani.

Alitalia sospende i voli - E proprio a causa dei violenti scontri, l'Alitalia ha sospeso i voli di linea con Tripoli. "A causa dell'aggravarsi della situazione presso l'aeroporto di Tripoli - scrive la compagnia aerea in una nota - dove è compromessa la possibilità per i passeggeri di raggiungere i gate d'imbarco, non funzionano i collegamenti telefonici interni e internazionali, sono a rischio le misure di sicurezza e i servizi di handling e di assistenza".
La sospensione dei voli Alitalia per Tripoli non ha però per ora interrotto del tutto i collegamenti tra Roma e la capitale libica. E' infatti atteso all'aeroporto di Fiumicino l'arrivo del volo di linea della compagnia libica Afriqiah, che poi dovrebbe ripartire per Tripoli con poco più di 20 passeggeri finora prenotati.
Ancora in programma, in base all'operativo aeroportuale, anche un volo speciale andata e ritorno della compagnia Air Italy, che già mercoledì aveva riportato a Roma 150 cittadini britannici per conto della multinazionale britannica "Baker-Hughes". Il volo dovrebbe partire oggi per Tripoli per conto del Governo di Ottawa per imbarcare un gruppo di cittadini canadesi; al rientro è prevista una sosta tecnica a Roma per il rifornimento di carburante prima di proseguire per il Canada.

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