25 feb 2011

I ribelli avanzano su Tripoli

I ribelli avanzano su Tripoli


TRIPOLI - Tra violenza e tensione, in Libia e nelle capitali della Comunità internazionale continua a stringersi il cerchio attorno al regime del colonnello Muammar Gheddafi: i ribelli, almeno secondo le frammentari informazioni che giungono dal terreno, avanzano su Tripoli da est ma anche da ovest; e cominciano a muoversi, almeno con riunioni e annunci, pure la Nato e l'Unione europea.

Sono state segnalate la caduta nelle mani dei ribelli delle città di Zuara, 110 chilometri ad ovest di Tripoli e di Misurata, 210 chilometri a est della capitale. Si sarebbero stati scontri "fra manifestanti che si avvicinano alla capitale e milizie pro-regime" nella zona fra la capitale libica ed il confine tunisino.

Da Budapest, dove si riuniscono informalmente i ministri della Difesa della Ue, l'Alto rappresentante della politica estera dell'Unione, Catherine Ashton, ha dichiarato che l'Europa prenderà al più presto "misure" finalizzate a porre fine alla repressione di Gheddafi che ha causato "migliaia di morti e feriti", come ha confermato oggi una stima ufficiale dell'Onu.

Oltre a imminenti sanzioni europee, allo studio c'è un embargo sulle armi ma - di rilievo militare - anche l'imposizione di una "no fly zone" per impedire bombardamenti aerei di manifestanti e rivoltosi.

Un ex ministro di Gheddafi ha messo in guardia che il colonnello è disposto a tutto, anche a usare bombe chimiche o batteriologiche. E per oggi il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen ha indetto a Bruxelles una riunione d'emergenza dell'Alleanza atlantica.

A Tripoli, dove è stata indetta una manifestazione di sostenitori di Gheddafi, si temono violenze dopo la preghiera islamica del venerdì. ll pilota personale del colonnello Gheddafi, il norvegese Aud Berger, è fuggito da Tripoli insieme alla famiglia diretto verso l'Austria. Lo rende noto l'agenzia egiziana "Mena", citando un giornale austriaco, aggiungendo che il pilota ha giustificato la sua fuga dicendo che la violenza sta dominando la capitale Tripoli.

La situazione in Libia, secondo il pilota, sta subendo rapidi e pericolosi sviluppi. Vi sono incendi, sottolinea, dappertutto nella capitale. Il pilota norvegese, 57 anni, è riuscito a prendere l'ultimo aereo diretto a Vienna.

Secondo una fonte del ministero dell'informazione a Tripoli, c'é un grosso rischio di incidenti: ieri sarebbe stata fermata un'auto con a bordo tunisini ed egiziani che trasportavano armi ed esplosivi.

Da Bengasi, la coalizione di ribelli che controlla la seconda città del paese grande produttore di greggio, ha fatto sapere che i contratti petroliferi con imprese straniere "saranno mantenuti".

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, sono d'accordo: in Libia è necessaria una risposta multilaterale coordinata, per garantire da un lato l'adeguata "assistenza umanitaria", dall'altro "i diritti umani fondamentali", perchè "il popolo libico ha diritto di determinare il proprio destino".

In questi termini la Casa Bianca ha reso noto i contenuti di un colloquio telefonico avuto ieri tra Berlusconi e Obama, per cercare di trovare una soluzione alla crisi libica. Il presidente americano si è confrontato ieri anche con il presidente francese, Nicholas Sarkozy, e con il premier britannico, David Cameron.

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