VERONA - "In Italia la crescita stenta da 15 anni" e i tassi di sviluppo del nostro paese "sono attorno all'1%" mentre la domanda interna rimane "debole". Lo afferma il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, al Forex osservando come "a beneficio della crescita di tutta l'economia andrebbe un assetto normativo ispirato pragmaticamente all'efficienza del sistema".
"Si è già cominciato, ma azioni riformatrici più coraggiose migliorerebbero le aspettative delle imprese e delle famiglie e aggiungerebbero per questa via impulsi alla crescita", sostiene il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, osservando che "possiamo guardare con ragionevole fiducia alla possibilità di un'azione riforma".
L'Italia, sottolinea Draghi, "dispone di grandi risorse, ha molte aziende, una grande capacità imprenditoriale, la sua gente è laboriosa e parsimoniosa".
"Nella nostra economia un aumento del 20% del prezzo del petrolio determina, ceteris paribus, una minor crescita del prodotto di mezzo punto percentuale nell'arco di tre anni", dice Draghi mettendo in evidenza come "le drammatiche vicende" in Libia e nell'Africa settentrionale, "a cui stiamo assistendo possano indebolire gli investimenti nell'industria petrolifera dell'area, far rincarare l'energia, con ripercussioni sulla crescita mondiale".
"Si è già cominciato, ma azioni riformatrici più coraggiose migliorerebbero le aspettative delle imprese e delle famiglie e aggiungerebbero per questa via impulsi alla crescita", sostiene il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, osservando che "possiamo guardare con ragionevole fiducia alla possibilità di un'azione riforma".
L'Italia, sottolinea Draghi, "dispone di grandi risorse, ha molte aziende, una grande capacità imprenditoriale, la sua gente è laboriosa e parsimoniosa".
"Nella nostra economia un aumento del 20% del prezzo del petrolio determina, ceteris paribus, una minor crescita del prodotto di mezzo punto percentuale nell'arco di tre anni", dice Draghi mettendo in evidenza come "le drammatiche vicende" in Libia e nell'Africa settentrionale, "a cui stiamo assistendo possano indebolire gli investimenti nell'industria petrolifera dell'area, far rincarare l'energia, con ripercussioni sulla crescita mondiale".
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