27 feb 2011

Napolitano promulga il Milleproroghe

Napolitano promulga il Milleproroghe

Il Quirinale rende noto che il Capo dello Stato ha già firmato la legge. Apprezzamento per le modifiche che accolgono i suoi rilievi.

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Napolitano promulga il Milleproroghe

Il presidente Giorgio Napolitano

ROMA - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha promulgato la legge di conversione del decreto Milleproroghe, a meno di un'ora dal via libera definitivo ottenuto dal Senato, nella versione modificata a Montecitorio a seguito delle segnalazioni venute dallo stesso Capo dello Stato. Ragione per cui Napolitano ha ritenuto opportuno rendere nota l'avvenuta promulgazione della legge, accompagnandola con una spiegazione che dà atto al Governo e al Parlamento delle modifiche intervenute, rinvia a successivi "correttivi" necessari rispetto ad alcune disposizioni, mette nero su bianco "l'impegno preso dai gruppi parlamentari alla sostanziale inemendabilità futura dei decreti legge", con conseguente ripristino del ricorso alla decretazione d'urgenza da parte del governo come strumento straordinario di legislazione.

L'APPREZZAMENTO PER LE VERIFICHE. "Si è preso atto - ha spiegato il Quirinale, rendendo nota la firma di Napolitano sulla nuova legge e la conseguente autorizzazione alla sua entrata in vigore una volta pubblicata in Gazzetta Ufficiale - che Governo e Parlamento hanno provveduto ad espungere dal testo molte delle aggiunte sulle quali erano stati formulati rilievi da parte del Capo dello Stato". Anche se "restano disposizioni in ordine alle quali potranno essere successivamente adottati gli opportuni correttivi, alcuni dei quali sono del resto indicati in appositi ordini del giorno approvati dalle Camere o accolti dal Governo".

DECRETI LEGGE NON EMENDABILI. Il Presidente Napolitano "ha altresì preso atto - ha evidenziato la Presidenza della Repubblica nella motivazione della firma del Capo dello Stato - dell'impegno assunto dal Governo e dai presidenti dei gruppi parlamentari di attenersi d'ora in avanti al criterio di una sostanziale inemendabilità dei decreti legge. Si tratta di un'affermazione di grande rilevanza istituzionale che vale a ricondurre la decretazione d'urgenza nell'ambito proprio di una fonte normativa straordinaria ed eccezionale, nel rispetto dell'equilibrio tra i poteri e delle competenze del Parlamento, organo titolare in via ordinaria della funzione legislativa, da esercitare nei modi e nei tempi stabiliti dalla Costituzione e dai regolamenti parlamentari".

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