Raccordo anulare, niente rinvio pedaggi
Pd: voltafaccia. Pdl: odg ripetitivo
Il governo cambia in un due ore l'opinione su una proposta
che avrebbe spostato al 2012 la decisione sulle nuove tariffe
ROMA - Un ordine del giorno contenuto del decreto Milleproroghe avrebbe dovuto allontanare dal Grande raccordo anulare di Roma lo spettro del pedaggio. Quando Michele Meta (capogruppo del Pd in commissione Trasporti alla Camera) cantava già vittoria per l’approvazione del documento di cui è primo firmatario, è arrivata la doccia fredda: niente ordine del giorno ritenuto inutile dal governo e ripetitivo di un altro documento votato nel settembre scorso.La richiesta di Meta era quella di rimandare al gennaio 2012 i nuovi pedaggi in particolare sul Gra.
«Il Governo ha espresso parere negativo all’ordine del giorno Meta sui pedaggi ritenendolo, come già successo al Senato, ripetitivo rispetto all’odg già approvato dal Governo a settembre nell’ambito del decreto trasporti. Infatti, è in atto il tavolo tra enti locali e Governo che sta verificando come procedere anche a seguito dell’odg in cui chiedevamo che il Gra fosse stralciato e che comunque fossero previste agevolazioni per i pendolari. In tal senso, comunque, il lavoro della maggioranza sta proseguendo anche per tenere in considerazione quanto Regione, Provincia e Comune hanno concordato». Così in una nota Barbara Saltamartini, vice presidente del Gruppo Pdl alla Camera.
Garbarra: voltafaccia del governo. Bocciato l’ordine del giorno, si sono scatenati i democratici. in particolare i parlamentari del Lazio. «Il governo, ancora una volta, tradisce i romani e milioni di automobilisti che dal primo maggio 2011 saranno colpiti da nuove tasse su 1.200 chilometri di strade Anas, tra cui il Grande Raccordo Anulare e la Roma-Fiumicino». Dice Enrico Gasbarra membro della commissione Trasporti della Camera ed ex presidente della Provincia di Roma. «Un gioco delle tre carte sulla pelle degli automobilisti, un vero voltafaccia del governo, in modo particolare contro Roma che diventerà l’unica capitale europea a far pagare una tassa per entrare o uscire dalla città».
Meta: inspiegabile parere del governo. «Il Governo ha incredibilmente cambiato parere nel giro di due ore. Non riusciamo a capire le ragioni di questa scelta, con tutta la buona volontà. L’arrivo alla Camera del ministro Matteoli deve aver indotto il Governo, che per bocca del sottosegretario Giorgetti aveva espresso inizialmente parere favorevole al nostro odg». Spiega Michele Meta.
Zingaretti: continueremo battaglia. «Il clamoroso voltafaccia del Governo, che prima aveva dato parere positivo e poi l’ha ritirato, dimostra come questo esecutivo sia pregiudizialmente contro Roma. Sappia, però, il Governo, che continueremo la nostra battaglia contro questo iniquo balzello che colpisce i pendolari, i lavoratori e gli studenti del territorio romano». Lo dichiara, in una nota, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti.
Astorre: schizofrenia della destra sul Gra. «È sconfortante apprendere la posizione del governo contro Roma». Ad affermarlo il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio Bruno Astorre (Pd). «Il governo Berlusconi è contro la Capitale e tradisce i lavoratori, i pendolari e gli studenti di Roma e del Lazio». ha aggiunto Vannino Chiti, vice presidente del Senato e commissario del Pd del Lazio.
Matteoli: sono polemiche infondate. «Prima di lanciarsi in polemiche infondate, l’onorevole Meta bene avrebbe fatto ad aspettare l’esito del voto sull’ordine del giorno a sua firma inerente i pedaggi autostradali, che è stato respinto dalla Camera dopo il parere contrario del governo». È quanto si legge in una nota dell’ufficio stampa del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli.
Alemanno: bene sforzo di tutti per evitare pedaggio. Mentre maggioranza e opposizione litigano, il sindaco di Roma Gianni Alemanno interviene come se nulla fosse accaduto. «È positivo che i parlamentari del Pdl, guidati dal vicepresidente Barbara Saltamartini, e i parlamentari del Pd, guidati dal capogruppo Michele Meta, stiano unendo gli sforzi per evitare ogni forma di pedaggiamento sul Gra».
«Come abbiamo più volte sottolineato, questo pedaggio non riguarda i romani che si spostano da un punto all’altro della città utilizzando il Gra - spiega Alemanno - ma impatta fortemente sui pendolari che vedono aumentare le tariffe dei tratti autostradali. È necessario un cambio di strategia complessiva per reperire le risorse necessarie all’Anas per curare la manutenzione stradale nei tratti di accesso alle Autostrade e come obiettivo minimo bisogna trovare forme di sconti che riducono l’impatto sui pendolari. Per questo motivo - conclude Alemanno - Regione, Provincia e Comune insieme ai parlamentari di centrodestra e centrosinistra debbono elaborare una posizione comune per invertire la rotta».
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