25 feb 2011

Ruby, Berlusconi: "In buona fede la telefonata in Questura"

Ruby, Berlusconi: "In buona fede la telefonata in Questura"

Il premier avrebbe confidato ad alcune deputate del Pdl la sua versione sulla controversa chiamata per far rilasciare la giovane marocchina: "Non ho commesso alcun reato, ho voluto evitare un incidente diplomatico"

25 febbraio, 2011
Silvio Berlusconi
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"Vi assicuro che ero in buonafede. Quella telefonata l'ho fatta in buonafede". Silvio Berlusconi, al termine del voto di fiducia sul decreto milleproroghe si sarebbe sfogato con alcune deputate, spiegando la sua versione sulla telefonata alla Questura di Milano "per aiutare" Ruby. "Non ho commesso alcun reato e per questo non mi pento", avrebbe aggiunto il premier, indagato per concussione e prostituzione minorile.

Una telefonata d'obbligo per evitare un incidente diplomatico, riferiscono alcuni dei presenti ai diversi colloqui che il premier ha avuto alla Camera, a margine del voto di fiducia. Poi, incontrando le deputate del Pdl, il premier le ha lodate per l'iniziativa di sabato 5 marzo sul lavoro, invitandole a continuare a lavorare con impegno. “Ho sempre rispettato le donne - riferiscono ancora le stesse fonti - ritengo che siano un passo avanti rispetto a noi maschietti”. A corollario di queste riflessioni, Berlusconi sarebbe tornato quindi a rilanciare la necessità della riforma delle intercettazioni.

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