Yara, caccia all'assassino. Segni di ferite a schiena e collo
La tredicenne indossava ancora i suoi vestiti. L'esame del cadavere, sarà determinante per fare luce sul giallo del ritrovamento.
Yara Gambirasio
LA MESSA A BREMBATE. "Nelle favole tutto finisce bene ma adesso sappiamo cosa è un orco e siamo preoccupati perché l'orco è tra noi": lo ha detto don Corinno, parrocco di Brembate, nella messa delle ore 10. La chiesa era strapiena e in molti non hanno nascosto la loro commozione. Il parroco ha annunciato che fino a sera le campane del paese suoneranno a festa ogni ora "perché - ha spiegato - ora Yara è un angelo".
L'IPOTESI: L'OMICIDA UNO DEL POSTO. Il ritrovamento del cadavere nel prato alle spalle della zona industriale di Chignolo, a nove chilometri esatti dalla casa di Yara, restringe di colpo il campo d'indagine: a uccidere la ragazzina è stato il "mostro della porta accanto", uno che deve abitare in questo ristretto raggio e deve conoscere bene la zona. E' subito giallo: il punto in cui è comparso ieri il corpo della studentessa era stato più volte controllato in questi 92 giorni di ricerche ininterrotte.
IL CORPO TROVATO A BRACCIA APERTE. Yara è stata trovata supina, gambe e braccia leggermente allargate in un letto di sterpaglie. Sul corpo della ragazza di 13 anni - scomparsa il 26 novembre e trovata morta solo ieri in un campo distante una decina di chilometri dalla palestra dove era stata vista l'ultima volta - stando ai primi esami, sarebbero state trovate delle lesioni: ferite compatibili con un'arma da taglio al collo e alla schiena. Potrebbero essere queste lesioni le cause della sua morte. Segni anche su un polso: forse gli estremi tentativi di Yara di difendersi dai suoi aguzzini.
IL QUESTORE. "Non c'è nessuna macchina. E' una sciocchezza". Così il questore di Bergamo, Vincenzo Ricciardi, replica alle indiscrezioni di stampa che parlano di un testimone che, ieri mattina, avrebbe visto un'auto allontanarsi a gran velocità da dove, nel pomeriggio, è stato trovato il corpo di Yara. "C'è un solo testimone che è la persona che ieri, mentre faceva volare uno dei suoi aereomodelli, ha trovato il corpo", spiega il questore. "Sarà l'autopsia a dirci dove, come e quando è morta", precisa Ricciardi. L'idea è che il corpo di Yara, nascosto dalle sterpaglie ma non sepolto, sia sempre rimasto qui, nonostante gli uomini della protezione civile assicurino che la zona è stata setacciata "almeno tre volte". Chi vive in zona spiega però che l'area del ritrovamento è troppo frequentata da coppiette o da appassionati di jogging.
L'AUTOPSIA. L'autopsia si terrà domani, lunedì 28 febbraio, all'Istituto di medicina legale di Milano. L'esame del cadavere, affidato all'anatomopatologa Cristina Cattaneo affiancata da un genetista, sarà determinante per fare luce sul giallo del ritrovamento. Nella zona infatti pochi credono che il corpo di Yara possa essere rimasto in quel campo per tre mesi senza essere notato, tanto più visto che l'area era stata perlustrata varie volte dai volontari con i cani. Da qui le voci sull'avvistamento ieri di una macchina dalla quale sarebbe stato scaricato il corpo prima di una fuga a tutta velocità.
IL VIA VAI DI GENTE. Il via vai di gente comune della zona di Chignolo d'Isola (Bergamo) dove ieri pomeriggio è stato ritrovato il corpo di yara non è mai terminato sino a tarda notte, e stamani è ricominciato sin dalle prime ore del mattino. Le persone vengono anche dai comuni limitrofi, Madone, Brembate Sopra (il paese dove abitava Yara), Ponte San Pietro: ieri sera, al passaggio della salma a bordo di un carro funebre avevano applaudito per testimoniare il dolore e la vicinanza della comunità. Stamani, poco dopo le nove, è arrivato sul posto anche il questore di Bergamo, Vincenzo Ricciardi, che ha già lasciato l'area.
IL CAMPO E' TRANSENNATO. Il campo in cui è stata trovata Yara è ancora transennato e le persone sono tenute a una trentina di metri di distanza per permettere agli uomini della scientifica di effettuare i rilievi. Qualunque sarà la pista seguita nelle prossime ore dagli investigatori sicuramente l'ipotesi che il corpo della ragazza sia stato lasciato lì nelle ultime ore legherebbe insieme una serie di coincidenze. Ieri ricorrevano infatti tre mesi esatti dalla scomparsa della 13enne. Un fatto che, unito alla vicinanza del comando della polizia locale e al ritrovamento il 16 gennaio scorso del cadavere di un dominicano a non più di cento metri, in una cabina elettrica, fa pensare una un gesto quasi di sfida.
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