Giappone, si estende il rischio nucleare
Paura per alcune anomalie in diverse centrali. Il bilancio ufficiale dei morti, intanto, arriva a 3mila, ma si stimano 10mila vittime. Il premier nipponico: è la situazione più difficile dal dopoguerra. FOTO E VIDEO
| 13 marzo, 2011 |
la Fotogallery | |
| Parole Chiave |
| giappone terremoti terremoto giappone sisma giappone fukushima centrale nucleare allarme nucleare tsunami 13-03-2011 tg24 mondo |
Terremoto in Giappone: tutte le foto
Il video dell'onda anomala
Sisma Giappone: a tremare è anche l'economia
(in fondo all’articolo tutti i video)
Due giorni dopo il sisma che lo ha colpito, il Giappone continua a vivere il suo incubo più grande dopo Hiroshima e Nagasaki. Dopo il terremoto e lo tsunami il paese asiatico si trova ora ad affrontare le possibili conseguenze dei danni subiti alle centrali nucleari. Sotto stretta osservazione, al momento, i siti di Fukushima e di Tokai.
Occhi puntati sulla centrale Fukushima - Per il Giappone "è il momento più difficile dalla fine della Seconda guerra mondiale: chiedo a tutti la massima unità". E' l'appello lanciato dal premier giapponese Naoto Kan, parlando alla nazione in un discorso accorato in cui ha tentato di arginare i timori, altissimi, per un disastro nucleare in seguito ai danni provocati dal sisma e ha insistito: "Non sarà una nuova Chernobyl". Ma il "rischio che il reattore n.3 di Fukushima, ora sotto stress, possa avere un'esplosione simile a quella del reattore n.1", (GUARDA LE FOTO), fa crescere la paura nel Giappone devastato dal terremoto e dallo tsunami.
Si susseguono le notizie e gli allarmi per i danni alla centrale di Fukushima, con dettagli che emergono di ora in ora più preoccupanti: le barre di combustibile al reattore n.3 hanno subito danni, dopo che i tentativi di evitarlo, ha riferito il ministro dell'Economia e dell'Industria nipponico, "non hanno avuto effetti".
La paura mette in fuga anche gli stranieri, con Parigi che è la prima ad esprimersi in maniera esplicita: l'ambasciata di Francia Tokyo invita i propri cittadini a lasciare la capitale giapponese e la sua regione, per i rischi collegati al terremoto, incluso "il rischio di contaminazione".
Intanto notizie di problemi al sistema di raffredamento arrivano anche dalla centrale di Tokai, nella prefettura di Ibaraki (a 120 chilometri da Tokyo), che sembrano però essersi risolti.
10mila vittime - Uno scenario catastrofico che emerge anche dai dati sulle vittime del terremoto che ha colpito venerdì il nord-est del Paese e la cui magnitudo è stata rivista a 9, un fenomeno sismico senza precedenti anche per il Giappone: la polizia ha fornito dapprima un bilancio di circa 1.600 morti, ma in seguito Naoto Takeuchi, capo della polizia della prefettura di Miyagi ha parlato di almeno 10mila vittime e dato il gran numero di persone ancora disperse, si teme che le vittime siano decine di migliaia. Ufficialmente il numero dei caduti è fermo per ora a oltre 3mila persone.
Il capoluogo della prefettura, Sendai, è stato devastato da un'onda anomala di oltre 10 metri di altezza e centinaia di corpi sono stati rinvenuti lungo le coste. In città mancano cibo, acqua e carburante, lunghe code si sono formate davanti ai pochi negozi aperti e file ancora più lunghe di veicoli bloccano le strade che portano alle stazioni di rifornimento di carburante, mentre nell'intera zona migliaia di sfollati hanno trascorso un'altra notte al freddo, in rifugi di fortuna.
Milioni di persone sono rimaste senza corrente elettrica e il premier ha comunicato che a partire da lunedì 14 marzo e sino a fine aprile verrà razionata l'erogazione di elettricità in tutto il Paese, a causa del blocco delle centrali nucleari. L'impatto del sisma sull'economia giapponese sarà "considerevole", ha fatto sapere il governo.
Gli evacuati sono 300.000, di questi 200.000 solo nel distretto di Fukushima dove sono almeno 160 le persone esposte al rischio contaminazione in seguito all'esplosione nella centrale nucleare.
Nessun commento:
Posta un commento