17 mar 2011

Libia, a Bengasi è scontro frontale tra Gheddafi e i ribelli

Libia, a Bengasi è scontro frontale tra Gheddafi e i ribelli

I militari intimano ai cittadini di allontanarsi dalla seconda città del Paese, mentre alcuni aerei bombardano l’aeroporto. Nessun accordo, intanto, dal fronte internazionale per una no fly zone. LO SPECIALE: FOTO E VIDEO



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"Allontanatevi da Bengasi". E' stato questo l'invito rivolto dall'esercito ai residenti della seconda città del paese, dopo che uno dei figli di Gheddafi, Saif al-Islam, si è detto convinto che la riconquista della zona delle forze lealiste sarebbe avvenuta entro 48 ore
La battaglia per il controllo di Bengasi, roccaforte dei ribelli libici, rischia così di trasformarsi anche in "una guerra psicologica", come sostengono diversi osservatori.
Intanto, però, continuano i bombardamenti: aerei militari delle forze pro-Gheddafi hanno bombardato l'aeroporto di Benina, 10 km a sud della città.

Intanto gli sforzi diplomatici per mettere fine allo spargimento di sangue restano nel pantano. Tre settimane dopo la prima proposta per una no-fly zone, nessun accordo è stato raggiunto.
E tutto ciò accade, nonostante gli Stati Uniti abbiano impresso una decisa accelerata alla possibilità di imporre tale misura, e dicendosi anzi disposti ad andare oltre. Al termine di una lunga maratona negoziale tenuta tra i 15 al palazzo di Vetro di New York, la rappresentante statunitense Susan Rice ha detto di augurarsi che quando tornerà a riunirsi il Consiglio possa fare propria la bozza presentata da Francia Gran Bretagna e Libano, ma non solo.
"Spero che riusciremo ad approvare una risoluzione già domani (giovedì 17 marzo), stiamo lavorando duro per farlo", ha detto. Scambiando alcune battute con i giornalisti, la Rice ha poi sottolineato che gli Stati Uniti sono pronti ad appoggiare misure che "vadano anche oltre alla no fly zone", perché "la situazione sul terreno è cambiato e potrebbe essere necessario" per la protezione della popolazione civile.

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