L’Ue cerca un accordo per la Libia. Sarkozy: "Azioni mirate"
A Bruxelles il consiglio con i capi di Stato per decidere le soluzioni da adottare per far fronte alla crisi libica. Junker striglia la Francia: “Si decide insieme”. Poi spiega: "La comunità internazionale vuole che Gheddafi se ne vada". VIDEO E FOTO
| 11 marzo, 2011 |
la Fotogallery | |
| Parole Chiave |
| 11-03-2011 muammar gheddafi libia nicolas sarkozy francia consiglio ue bruxelles no fly zone tg24 mondo |
SPECIALE MEDITERRANEO
Libia in rivolta: tutte le foto
La Libia, i giornalisti, e l'insidia della propaganda
Il figlio di Gheddafi: "Non ci arrenderemo mai"
(In fondo all'articolo tutti i video sulla Libia)
Da un lato gli scontri che non si fermano, dall'altro la diplomazia che cerca di trovare una soluzione. Ma in Libia la situazione resta molto tesa. "I soldati fedeli a Muammar Gheddafi sono entrati a Ras Lanuf ma noi resistiamo ancora in alcune aree della città". E' quanto ha affermato un esponente dei ribelli libici alla tv satellitare al-Arabiya. "Le brigate di Gheddafi controllano ora buona parte della città ma ci sono ancora sacche di resistenza - ha affermato - continuano a bombardare la città e lo fanno da navi civili che si trovano davanti alle coste di Ras Lanuf".
Intanto una delegazione libica è giunta al Cairo dove potrebbe partecipare ad un incontro della Lega Araba sull'ipotesi che la comunità internazionali imponga una no-fly zone sul paese africano. La Lega ha sospeso la Libia dall'assise per gli attacchi perpetrati dall'esercito contro i rivoltosi, dunque non chiaro se alla delegazione libica sarà consentito partecipare ai lavori. La delegazione è guidata dal ministro per l'Elettricità Umran Abu-Kra, inviato al Cairo in seguito alle dimissioni del rappresentante libico presso l'assise.
Ue, Junker striglia la Francia - I leader Ue discutano delle decisione da prendere per far fronte ala crisi libica e "non il giorno prima". Lo ha affermato il premier lussemburghese Jean-Claude Juncker entrando al summit straordinario sulla Libia a Bruxelles. Sul tavolo la proposta della Francia di intervenire direttamente su Gheddafi con bombardamenti mirati, ipotesi su cui molti leader Ue e la stessa Nato hanno già posto un freno. "Gheddafi deve sapere che la comunità internazionale vuole che se ne vada. Gli europei dal canto loro farebbero meglio a parlare delle misure che intendono adottare nel corso del meeting di oggi e non il giorno prima" ha aggiunto il premier riferito a Parigi. Sul tavolo dei capi di stato e di governo (per l'Italia ci sarà il premier Silvio Berlusconi) anche l'ipotesi di una no-fly zone sulla Libia. "E' un'opzione - ha detto entrando il premier olandese Mark Rutte – ma è qualcosa che va valutato in linea con la Nato e le Nazioni Uniti".
Sarkozy insiste - Il doppio annuncio della Francia di ieri di raid sui ribelli e di aver riconosciuto il Consiglio nazionale degli insorti, ha suscitato molte reazioni a Bruxelles dove erano riuniti i ministri degli Esteri Ue e quelli della Difesa Nato. Parigi ha incassato l'appoggio della Gran Bretagna, ma trova molto distanti le posizioni di paesi come l'Italia che ribadisce la linea comune all'interno dell'Ue e la necessita di un avallo del Consiglio di sicurezza Onu. Ma il presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha confermato come la Francia sia favorevole ad “azioni mirate per difendere le popolazioni che manifestano senza violenza".
Congelati i beni di Gheddafi - Intanto è entrato in vigore, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'Ue, il congelamento degli asset di cinque entità finanziarie libiche, che sono la Banca centrale libica, il fondo sovrano Lybian Investment Authority (Lia), il Lybian Arab Investment Portfolio, la Libyan Foreign Bank, e il Libyan Housing and Investment Board. Tutti e cinque sono "sotto il controllo di Muammar Gheddafi e la sua famiglia, e sono una fonte potenziale di finanziamento per il suo regime", si legge sulla Gazzetta Ue.
Nessun commento:
Posta un commento