Adozioni, Berlusconi: mai per coppie gay e single
Il premier parla di riforma di famiglia, di intercettazioni e del pericolo del comunismo. Poi saluta la platea e invita a fare il bunga bunga che, precisa "non è nulla di immorale". VIDEO
| 26 febbraio, 2011 |
| Parole Chiave |
| silvio berlusconi bunga bunga ddl intercettazioni 26-02-2011 tg24 politica |
Il presidente del Consiglio, intervenendo prima la congresso di Pri e poi a quello dei Cristiano riformisti relega al rango di mera battuta il caso Ruby, che lo vede indagato per concussione e prostituzione minorile dalla Procura di Milano che ha deciso per il rito immediato.
Ma nel suo intervento, il premier, ha affrontato diversi temi della politica italiana e ha rilanciato con forma il tema della famiglia. "Finché noi governeremo questo Paese non saranno mai possibili le adozioni per i singoli e per le coppie gay" ha assicurato il presidente del Consiglio, che ha parlato anche di tenuta del governo, del pericolo comunista e di intercettazioni.
Riforme per la famiglia - Il presidente del Consiglio assicura che l'esecutivo ha intenzione di attuare vere e proprie riforme per la famglia: "Politiche di sostegno alla natalità che favoriscano le donne che lavorano e vogliono essere madri, ma soprattutto una politica fiscale di favore per le famiglie, in special modo con tanti figli, sono impegni fondamentali e prima della fine della legislatura intendiamo realizzare ad ogni costo".
Abbiamo i numeri per governare - Berlusconi parla anche della crisi di governa e ribadisce che andare alle urne ora sarebbe un errore. E' vero, i numeri della maggioranza sono diminuiti "rispetto a quando vinse le elezioni, ma - garantisce il premier - è assolutamente sufficiente per governare e fare le riforme di cui il Paese ha bisogno. Il nostro impegno è di continuare a lavorare, non abbiamo mai cessato di farlo, per dare al
nostro Paese quell'assetto di modernità e giustizia". il cavaliere rivendica poi tutte le cose fatte dal suo governo: "Siamo il governo che in due anni ha fatto di più nella storia. Questo è stato possibile grazie a una squadra di cui vado fiero". Ma c'è un rammarico: "Peccato - ha sottolineato il premier - che non si sappia bene tutto il lavoro che abbiamo
fatto".
Il pericolo comunista - Nel suo intervento, inoltre, Berlusconi cita de Gasperi e Don Sturzo e ricorda il prete russo che per primo gli parlò degli "orrori del comunismo: li conoscevo già a dodici anni". Il comunismo, dice, "è l'ideologia più disumana e criminale". E aggiunge: "Abbiamo nella nostra storia e li teniamo stretti nel nostro cuore uomini come De Gasperi e come don Sturzo, che seppero opporsi al comunismo e gli vietarono di diventare il partito dominante nell'Italia degli anni successivi e noi siamo ancora qui, primariamente, per la stessa ragione".
"Nel '94 -ha ricordato- molti di noi che prima non avevano mai pensato di fare politica, sentirono che incombeva sul nostro Paese un pericolo grande: quello che l'ideologia più disumana e criminale della storia, il comunismo, potesse prevalere in Italia. Un giorno il professor Urbani venne da me e mi presentò i sondaggi della sua università: il Partito comunista con il 34% dei voti, si sarebbe preso, grazie alla nuova legge elettorale che il Partito comunista per primo aveva voluto, l'82% dei seggi. Saremmo diventati un paese a guida totalmente comunista. I comunisti di casa nostra erano e sono tuttora comunisti", ha concluso il premier, facendo un paragone con l'evoluzione laburista e socialdemocratica verificatasi, rispettivamente, in Gran Bretagna e in Germania.
Intercettazioni, presto un Cdm straordinario - Il premier ha poi sferrato un nuovo attacco contro le intercettazioni. "In nessun Paese civile le intercettazioni possono essere utilizzate come prove nei processi". E ha aggiunto: "Andremo avanti perché non c'è libertà in un Paese dove appena si alza la cornetta del telefono altre persone ascoltano e quello che viene detto può essere manipolato. Non c'è libertà - ha insistito - se vengono pubblicate le conversazioni telefoniche private", ma anche se vengono trascritte "in maniera diversa". Insomma, ha concluso Berlusconi, "in nessun Paese civile le
intercettazioni possono essere utilizzate come prove nei processi".
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