Re Giorgio contro Facebook
Notte degli Oscar: "Il discorso del re" e "The social network" si contendono le principali statuette a Los Angeles. Il film di Hooper piace anche agli afroamericani, ma quello di Fincher secondo i critici è più completo
26/02/2011
LOS ANGELES - In barba al fatto che la categoria 'miglior film' si sia ampliata lo scorso anno a dieci titoli, i due grandi favoriti dell'83esima edizione degli Oscar, che si svolgerà domani a Los Angeles al teatro Kodak, sono due: 'The Social Network' e 'Il discorso del re'.
Sono dunque un dramma moderno e una fiaba regale le pellicole tra le quali si prevede una serrata e imprevedibile battaglia nel tentativo di ottenere l'ambita statuetta. Senza dubbio, si tratta di due pellicole che hanno registrato incassi notevoli. Il film di David Fincher sul creatore di Facebook ha registrato ai botteghini la cifra non disprezzabile di 220 milioni di dollari, mentre il film britannico sul re Giorgio V di Tom Hooper, che conta ben 12 nomination agli Oscar, ha avuto una miglior accoglienza sul territorio nazionale ma a livello mondiale è rimasta indietro -di poco- incassando 209 milioni di dollari.
Una curiosità: la grande accoglienza del film di Hooper negli Stati Uniti soprattutto in alcune città dell'Ohio, Illinois e luoghi minori come Goldsboro e Carolina del Nord, dove gli afroamericani sono il 52% della poplazione, si deve al fatto che molta gente si identifica con la storia del riscatto di un monarca che impara a parlare fluidamente nelle occasioni pubbliche.
La storia della balbuzie del re britannico ha ottenuto, tra l'altro, anche il premio del Sindacato degli attori (SAG) e dei registi(dga). Oltretutto si tratta di una pellicola storica sulla famiglia reale, che piace tanto agli Oscar.
Ad ogni modo, non si può sottovalutare la visione raccontata da Fincher del fenomeno Facebook. Di fatto, prima della spettacolare campagna pubblicitaria della Weinstein per promuovere 'Il discorso del re', 'The social network' era il gran favorito tra i principali critici del cinema. Gli esperti ritengono che racchiuda in sé la profondità, il significato e la rilevanza d'attualità che manca al 'Discorso del re'.
Ancor più adesso, con i giornali che hanno focalizzato la rete sulla rivolta pro democrazia in Tunisia, Egitto e altri paesi arabi. Quest'anno, sul palco del teatro Kodak di Los Angeles non salirà Hugh Jackman (pare perchè troppo impegnato tra un set e l'altro) a condurre il seguitissimo show della proclamazione dei vincitori.
La conduzione è affidata ad un'inedita accoppiata di attori della nuova generazione hollywoodiana: James Franco e Anne Hataway, che si alterneranno sul palcoscenico e chiameranno di volta in volta grandi ospiti a pronunciare la fatidica frase "and the winner is...".
Per volontà del presidente dell'Academy Tom Sherak, a produrre lo show degli Oscar 2011 saranno Bruce Cohen e Don Mischer, con quest'ultimo che curerà pure la regia: Cohen ha vinto un Oscar nel 1999 come produttore di 'American Beauty' ed è stato nominato nel 2008 all'Oscar per 'Milk'. La diretta verrà trasmessa dalla Abc domani sera (in Italia su Sky Cinema 1 dalle 23.55 di domenica all'alba di lunedì l'intera cerimonia e su E! Entertainment la sfilata delle star sul tappeto rosso).
Sono dunque un dramma moderno e una fiaba regale le pellicole tra le quali si prevede una serrata e imprevedibile battaglia nel tentativo di ottenere l'ambita statuetta. Senza dubbio, si tratta di due pellicole che hanno registrato incassi notevoli. Il film di David Fincher sul creatore di Facebook ha registrato ai botteghini la cifra non disprezzabile di 220 milioni di dollari, mentre il film britannico sul re Giorgio V di Tom Hooper, che conta ben 12 nomination agli Oscar, ha avuto una miglior accoglienza sul territorio nazionale ma a livello mondiale è rimasta indietro -di poco- incassando 209 milioni di dollari.
Una curiosità: la grande accoglienza del film di Hooper negli Stati Uniti soprattutto in alcune città dell'Ohio, Illinois e luoghi minori come Goldsboro e Carolina del Nord, dove gli afroamericani sono il 52% della poplazione, si deve al fatto che molta gente si identifica con la storia del riscatto di un monarca che impara a parlare fluidamente nelle occasioni pubbliche.
La storia della balbuzie del re britannico ha ottenuto, tra l'altro, anche il premio del Sindacato degli attori (SAG) e dei registi(dga). Oltretutto si tratta di una pellicola storica sulla famiglia reale, che piace tanto agli Oscar.
Ad ogni modo, non si può sottovalutare la visione raccontata da Fincher del fenomeno Facebook. Di fatto, prima della spettacolare campagna pubblicitaria della Weinstein per promuovere 'Il discorso del re', 'The social network' era il gran favorito tra i principali critici del cinema. Gli esperti ritengono che racchiuda in sé la profondità, il significato e la rilevanza d'attualità che manca al 'Discorso del re'.
Ancor più adesso, con i giornali che hanno focalizzato la rete sulla rivolta pro democrazia in Tunisia, Egitto e altri paesi arabi. Quest'anno, sul palco del teatro Kodak di Los Angeles non salirà Hugh Jackman (pare perchè troppo impegnato tra un set e l'altro) a condurre il seguitissimo show della proclamazione dei vincitori.
La conduzione è affidata ad un'inedita accoppiata di attori della nuova generazione hollywoodiana: James Franco e Anne Hataway, che si alterneranno sul palcoscenico e chiameranno di volta in volta grandi ospiti a pronunciare la fatidica frase "and the winner is...".
Per volontà del presidente dell'Academy Tom Sherak, a produrre lo show degli Oscar 2011 saranno Bruce Cohen e Don Mischer, con quest'ultimo che curerà pure la regia: Cohen ha vinto un Oscar nel 1999 come produttore di 'American Beauty' ed è stato nominato nel 2008 all'Oscar per 'Milk'. La diretta verrà trasmessa dalla Abc domani sera (in Italia su Sky Cinema 1 dalle 23.55 di domenica all'alba di lunedì l'intera cerimonia e su E! Entertainment la sfilata delle star sul tappeto rosso).
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