Sanità Puglia, archiviazione per Vendola
Alberto Tedesco si autosospende da Pd
La procura di Bari: il senatore può reiterare i reati perché rappresenta un partito importante
ROMA - Il gip del tribunale di Bari, Sergio Di Paola, ha archiviato su richiesta della procura l'indagine a carico di Nichi Vendola. Il presidente della Regione Puglia era indagato, assieme ad altre dieci persone, per presunte pressioni politiche, nel 2008, nei confronti dei direttori generali di alcune Asl pugliesi per indurli a nominare direttori amministrativi e sanitari graditi al governo regionale.Tedesco si autosospende dal Pd. «Dopo aver attentamente valutato la situazione determinatasi a seguito delle iniziative giudiziarie che mi riguardano, e per consentire al mio partito, al mio gruppo, e al Senato tutto di valutare con grande serenità ed equità le circostanze e le richieste che sono state avanzate a mio carico, dichiaro di autosospendermi dal partito e dal gruppo senatoriale del Pd». Così il senatore del Pd Alberto Tedesco, per il quale la magistratura barese, che ieri ha disposto il carcere per cinque persone, ha chiesto l'arresto alla giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato. Tedesco sarà iscritto al gruppo Misto appena avrà notificato la comunicazione ufficiale al Consiglio di presidenza del Senato.
La Procura: Tedesco può reiterare reati perché rappresenta un partito importante. La circostanza che l'ex assessore alla sanità pugliese, Alberto Tedesco, «sia oggi un senatore della Repubblica è già di per sè sintomatica della notevole ed indiscussa influenza che l'indagato può a tutt'oggi esercitare sul tessuto politico e amministrativo, sia a livello locale che nazionale, perpetuando così le medesime condotte illecite realizzate al tempo in cui lo stesso era ai vertici della sanità regionale - scrive la procura nella richiesta di arresto, condivisa dal gip Giuseppe De Benedictis - La carica ricopertacomportando per ragioni istituzionali contatti e collegamenti con la società civile e imprenditoriale con l'autorevolezza ed prestigio proprio di un rappresentante del parlamento nazionale, permette tuttora di rivestire l'indagato di quella 'autorita» e/o supremazia, anche solo funzionale, consona alla carica di alto rappresentante delle istituzioni nazionali, al pari della carica, un tempo ricoperta, di membro di un governo regionale. È del tutto evidente come il rischio del ripetersi di episodi delittuosi analoghi a quelli emersi dalla presente indagine non possa dirsi in alcun modo neutralizzato nè in alcuna misura affievolito dalla circostanza che l'odierno indagato - a cui va attribuito un indiscusso ruolo apicale all'interno della compagine associativa, unanimemente ed a più riprese riconosciuto dagli altri consociati - non ricopra più lo stesso incarico che aveva propiziato gli episodi attualmente contestati».
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